Ci ritroviamo di prima mattina, con le borse agganciate ai telai e quel brivido leggero che accompagna sempre le grandi partenze. Davanti a noi – Luca Bianchi, Giovanni Boccalero, Andrea Cerrani e Dino Bernasconi – non c’è una semplice linea del traguardo, ma un’avventura lunga 450 chilometri. Il punto di partenza è Firenze, splendida e monumentale; la meta è il mare di Riccione, ma quello che conta davvero è tutto ciò che sta nel mezzo: le strade secondarie, il silenzio della natura e la promessa di viaggiare leggeri, unendo la passione per la bici al rispetto per l’ambiente attraverso la scelta del viaggio in treno.

I primi chilometri scorrono via con il ritmo regolare delle gambe che girano e dei pensieri che si distendono. La prima tappa ci porta verso Volterra, poi i giorni successivi ci vedono attraversare Lucignano e spingerci fino a Bagno di Romagna. È un viaggiare lento ma intenso, dove il contachilometri sale insieme al dislivello – che alla fine toccherà i 3.500 metri – ma la fatica viene costantemente ripagata da scenari incredibili che sembrano dipinti.

A rendere tutto ancora più speciale sono le nostre immancabili soste. Tra una pedalata e l’altra, ci godiamo ogni pausa rigenerante, trasformando i pranzi e le cene in veri e propri viaggi nel gusto. Ogni borgo attraversato diventa l’occasione perfetta per scoprire i sapori e i piatti tipici del territorio, ricaricando le energie con la cucina locale autentica e la convivialità che solo una tavola condivisa sa regalare.

Il momento più alto, in tutti i sensi, arriva quando ci troviamo ad affrontare il bellissimo passo appenninico dei Mandrioli. Lì, tra i tornanti e i boschi, la salita si fa sentire, ma la affrontiamo con lo spirito di sempre: aspettandoci, scambiandoci un sorriso complice nei tratti più duri e respirando a pieni polmoni l’aria pulita della montagna. Quando finalmente scolliniamo, sappiamo che il grosso è fatto e che l’Adriatico ci sta aspettando.

L’indomani ci attendono le ultime due salite impegnative dell’Appennino romagnolo, strade leggendarie che hanno fatto da teatro spesso anche agli allenamenti del mitico Pantani.

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L’arrivo a Riccione è una gioia immensa. Il mare si apre davanti ai nostri occhi e ci regala un meritatissimo giorno di stacco, dove le bici riposano e noi possiamo goderci la spiaggia, la brezza marina e la soddisfazione di avercela fatta.

Ma per chi ha il ciclismo nel sangue, il viaggio non finisce mai davvero. La domenica carichiamo di nuovo le nostre compagne di viaggio sul treno verso Como. Arriviamo in serata, il sole è ormai tramontato, ma non importa: risaliamo in sella, accendiamo le luci e pedaliamo gli ultimi chilometri nel buio fino a Lurate Caccivio. Rientriamo a casa stanchi, ma con gli occhi pieni di bellezza e il cuore carico di quella complicità unica che solo le grandi imprese condivise sulla strada sanno regalare.

Alla prossima avventura! 🚴‍♂️✨