Sabato 19 giugno, quando ci ritroviamo tutti insieme – Andrea Cerrani, Alessandro Barca, Stefano Ricci, Daniele Bernasconi, Davide Zanetti e Claudio Garofalo dell’UC Comense (compagno di uscite nei weekend) – sotto un sole già estivo per caricare le bici sul pulmino noleggiato e dirigerci verso le Dolomiti Bellunesi. Un viaggio di trasferta condiviso fin dal primo minuto, fatto di chiacchiere, risate e quella complicità che distingue gli atleti del G.S. Castello.
È proprio lungo la strada verso Feltre che la tensione della vigilia inizia a stemperarsi tra battute goliardiche. Arrivati a destinazione, sbrighiamo le prime formalità con il ritiro del pacco gara, per poi fare una sosta al supermercato: una spesa tattica per la colazione da fare la mattina seguente nell’appartamento che abbiamo affittato per il weekend.
Lì, tra le mura di casa, ci dedichiamo ai preparativi minuziosi della gara — spillare i numeri sulle maglie, fissare i dorsali sulle bici, riempire le borracce — prima di sederci finalmente a tavola per la cena con quel pizzico di adrenalina che inizia a scorrere nelle vene.
Il bello di queste trasferte è proprio la condivisione: pronti a sfidare insieme le salite leggendarie della Sportful Dolomiti Race, da tutti riconosciuta come la granfondo più dura d’Europa.


Domenica mattina 21 giugno la sveglia suona prestissimo. L’aria dell’alba è ancora fresca prima che l’afa estiva prenda il sopravvento. In griglia di partenza c’è il solito mix di tensione, sguardi intesi, battute per stemperare l’attesa e il battito che accelera. Abbiamo solo una grandissima voglia di partire e affrontare la strada con le sue asperità.


Prendiamo il via e cominciamo a macinare i primissimi chilometri. Ma per il nostro Stefano Ricci la gara si fa subito in salita: bastano poche pedalate perché un dolore all’interno coscia, purtroppo, si faccia sentire in modo implacabile. Stefano prova a stringere i denti, ma capisce subito che il fisico non gli permette di affrontare un’impresa del genere. Con grande senso di responsabilità e tanta amarezza, è costretto al ritiro dopo pochissimi chilometri. Vedere un compagno doversi fermare così presto è un colpo al cuore per tutto il nostro gruppo.
Nonostante l’amarezza, Ricci dimostra una grande forza di spirito e riesce a non abbattersi troppo: decide così di percorrere un po’ di chilometri a ritmo molto blando per poi rientrare verso il villaggio di partenza. Lì si gode la splendida atmosfera dell’evento, assiste all’arrivo spettacolare dei primissimi top atleti e si posiziona sul traguardo come primo, insostituibile tifoso del nostro gruppo.
Rimaniamo in quattro sul tracciato. Ingoiamo il boccone amaro per Stefano, ci compattiamo e ci tuffiamo nel folto del gruppo che si dirige verso la Valle del Mis, vallata che precede la prima ascesa di giornata
In questa fase iniziale Claudio ci supera e si invola in avanti per fare la sua gara di testa e puntare alla grande prestazione (si classificherà poi con un grandissimo risultato a ridosso della top 10 della sua categoria, arrivando sul traguardo insieme al gruppo delle prime donne!.
Con il passare dei chilometri, ascoltando le risposte del fisico e in base alle sensazioni personali di ognuno, arriviamo al momento di decidere i percorsi da affrontare: due di noi scelgono il percorso Medio, mentre gli altri due decidono di buttarsi sul percorso Lungo.
Durante questi km di “aprroccio” alla prima salita c’è stato uno scambio di borracce volante tra Cerrani e Bernasconi in perfetto stile “professionisti”. Peccato che la borraccia di Cerrani fosse praticamente una miscela esplosiva a base di zuccheri puri, densa come il miele
Immaginate la faccia di Daniele quando, aspettandosi un sorso di acqua fresca o sali leggeri, si è ritrovato in bocca quella bomba glicemica! Le sue imprecazioni, seguite dalle nostre risate di gusto, ci hanno dato la spinta psicologica giusta. Un momento di puro divertimento che riassume lo spirito del nostro gruppo e che diventerà subito un tormentone per le prossime uscite in compagnia!.
Affrontata la prima asperità ognuno al suo ritmo, ci aspettiamo in cima e da lì le strade si dividono, come deciso in precedenza:
- Percorso Medio — La coppia Bernasconi / Zanetti:(120 km con 3.200 m di dislivello) — Chiamarlo “corto” o “medio” è quasi un’offesa. Un tracciato tecnico e spezzagambe che affronta salite vere e discese impegnative. La scelta ideale per i due compagni che volevano spingere a tutta dall’inizio alla fine senza finire completamente fuori giri con questo caldo.
- Percorso Lungo — La coppia Barca / Cerrani:(200 km con 4.900 m di dislivello) — Un viaggio estremo e fantastico oltre i 4000 metri di dislivello, affrontando passi storici dove l’aria si fa rarefatta e le pendenze non mollano mai.
Da quel momento in poi è arrivata la vera sfida contro la montagna e contro il meteo. Il caldo picchiava forte e si faceva sentire tantissimo nei fondovalle e lungo tutte quelle salite che non arrivavano sopra i 1700 metri, trasformando l’asfalto in una vera e propria fornace.


Eppure, se la fatica si faceva sentire con il passare dei chilometri, gli occhi ringraziavano a ogni singola curva. Pedalare immersi nei paesaggi dolomitici è un’esperienza fantastica: le pareti di roccia rosa che si stagliano contro il cielo blu, i prati verde smeraldo e il profumo di pino nelle discese veloci facevano dimenticare, anche solo per un attimo, il bruciore alle gambe. Non c’è ombra di dubbio: le Dolomiti si confermano tra gli scenari più belli e affascinanti al mondo per chi ama questo sport.


Torniamo a casa stanchi, con le gambe di legno, ma con il cuore pieno e la grandissima soddisfazione di aver portato a termine la gara. La Sportful Dolomiti si è confermata un’avventura pazzesca.
Grazie a tutta la squadra per la splendida compagnia, un enorme abbraccio a Ricci per un pronto ritrorno in sella, e un brindisi a Daniele… che la prossima volta, sicuremente, controllerà meglio il contenuto della borraccia prima di bere!
Al prossimo anno, Dolomiti!